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PROGETTO TALIAN

 

 

 

 

1. Descrizione del Progetto

 

Cantando in talian: Valorizzazione del patrimonio culturale e immateriale linguistico dell’emigrazione veneta in Brasile mediante la musica e la glottodidattica ludica” è il titolo del percorso di una ricerca storica e didattica relativa al fenomeno dell’immigrazione italiana in Brasile e dell’eredità culturale e sociale del popolo oriundo nelle nuove terre di stabilizzazione. La tradizione, gli usi e i costumi, le musiche e soprattutto la lingua diventano ancora oggi il filo conduttore ideale tra le fasi di migrazione dei decenni 1880-1950 e le nuove generazioni di discendenti.

 

1.1 La pubblicazione

Il prodotto di questa ricerca è rappresentato dalla pubblicazione di due libri:

 

1 - Scoprendo il talian - Alla scoperta dell’identità e della cultura di una comunità migrante

La storia dell’emigrazione veneta a partire dal 1870 fino ai giorni di oggi può essere rappresentata tramite il lascito dei ricordi, delle tradizioni e delle musiche. Il viaggio alla scoperta delle comunità oriunde permette di conoscere storie e racconti di vita che evidenziano il fenomeno degli usi e dei saperi veneti mediante la valorizzazione della cultura

e della lingua del talian.

 

2 - Cantando in talian - Imparar el talian cola mùsica

È un progetto didattico di due livelli mediante la musica alla scoperta di una lingua e una cultura che unisce indissolubilmente il contesto veneto con quello brasiliano.

In allegato sono presentati inoltre:

- Focus culturali relativi al contesto socio-culturale della Regione Veneto e del Sud del Brasile

- Letture sulla tradizione letterariataliana

- CD musicale con brani scelti delle musichetaliane

1.2 Finalità

Questo lavoro, svolto mediante interviste, ricerche in archivio e bibliografie, incontri e collaborazioni con le amministrazioni, le università e le associazioni locali, ha permesso di soddisfare la forte esigenza di recuperare la memoria storica degli antenati e la ricerca da parte delle nuove generazioni de riappropriarsi de una cultura che il tempo e l’integrazione culturale minacciano di farla diventare sempre più lontana e indebolita.

Tale progetto prevede i seguenti risultati:

- TALIAN. Recupero dell’uso del talian e del veneto nella didattica e nel quotidiano.

- IDENTITÀ. Coscienza di una cultura oriunda legata a folclore e identità.

- PROMOZIONE TURISTICA. Promozione del territorio veneto dal punto di vista storico, architettonico, enogastronomico e turistico in generale.

- RETE ISTITUZIONALE e IMPRENDITORIALE. L’incontro con le comunità e le amministrazioni locali permette di stringere e incrementare contatti per favorire attività

di interscambio e collegamento di varie figure istituzionali, professionali ed

economiche.

2. Tematiche

2.1 – Scoprendo il talian - Alla scoperta dell’identità e della cultura di una comunità migrante

L’immigrazione italiana in Brasile

Lo studio, dapprima, propone un’introduzione storica sull’emigrazione italiana in Brasile dalla fine del XIX secolo, presentando la situazione socio-economica prima della partenza, la traversata oceanica e la stabilizzazione dei coloni nelle nuove terre.

L’emigrante portava con sé il proprio bagaglio storico-culturale e la padronanza di una serie infinita di “mestieri”, quali eredità preziosa di tante generazioni che avevano accumulato un patrimonio inestimabile di esperienza e saggezza. Le tradizioni, gli usi e i costumi, pur nella lontananza transoceanica, hanno permesso loro, quindi, di sopravvivere alla miseria e alla disperazione del nuovo continente, mantenendoli vivi ancora oggi.

La “Mèrica” tanto sognata, descritta dai passaparola di mercanti e persone comuni e dalle pubblicità nei giornali e manifesti delle compagnie di navigazione, se da un lato promettevano speranza e fortuna, nella realtà dei fatti si tramutavano in sofferenza e povertà. La maggior parte vendeva i pochi averi per pagarsi il viaggio, subendo speculazioni, nonché vere e proprie truffe. Così pure, durante le traversate in navi mercantili adattate al trasporto di passeggeri, il sovraccarico, la promiscuità e le condizioni igieniche precarie causarono malattie e in alcuni casi anche la morte. All’arrivo, le terre promesse si svelarono appezzamenti di foresta vergine lontani anche centinaia di chilometri dalle città principali e l’illusione del diritto all’assistenza sanitaria e all’istruzione o di una rete socio-commerciale, si tramutò nel vincolo e urgenza di costruire una comunità capace di autosostenersi, oltre che sopravvivere e affrontare sofferenze e difficoltà superiori a quelle vissute in Italia. In questa condizione i rapporti interpersonali, i legami sociali e umani diventarono le uniche armi in un territorio così avverso. Se in patria l’essere vicentino, veronese o bellunese era sinonimo di diversità e culture differenti, lì nel Sud del Brasile l’esigenza di affrontare le ostilità e di condividere i problemi della vita quotidiana ha originato una cultura oriunda che ha fatto propri gli usi e i costumi importati nelle nuove terre. Il lavoro, la cucina e soprattutto la lingua sono divenuti sintesi di un nuovo popolo che cantava e si emozionava al ricordo della propria patria e si univa come un tempo nei filò per ricercare parole di conforto e di speranza. Al tempo stesso, la musica, i canti e i balli dettavano il ritmo nei momenti di allegria e delle feste, con la fisarmonica come compagna inseparabile di un folclore locale semplice e sincero.

La fusione dei dialetti veneti, bergamaschi e friulani, più diffusi in questo contesto, generò un nuovo idioma, che denominarono talian. La sua diffusione e rilevanza fu tale che persino altre realtà migratorie presenti in quell’area, come quelle dei coloni tedeschi e polacchi, furono

costrette a impararlo poiché negli stati meridionali del Brasile, Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná, i taliani erano quasi il 90% della popolazione.

In particolare, dopo la prima grande immigrazione, verificatasi con l’Unificazione d’Italia, ne seguiva una nuova con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e il milione di emigranti con i loro discendenti, in quasi 150 anni di storia, costituirono concretamente una collettività di oriundi disseminati in tutto il paese.

 

Il talian e le comunità italiane in Brasile

Oggi, ovunque si percorra il territorio brasiliano, si trovano quartieri e paesi con nome veneto, come Nova Veneza, Nova Bassano, Nova Trento, Nova Pádua, Nova Vicenza o Garibaldi: località di campagna, in cui si osservano persone dai passi fieri, dagli occhi profondi e i lineamenti nostrani, che portano baffi, cappelli di paglia e camicie a quadroni.

L’attaccamento alle tradizioni si percepisce, oltre che nel folclore e nella toponomastica, anche nelle caratteristiche tipologiche e delle abitazioni, nell’eno-gastronomia, nella struttura patriarcale delle famiglie e nel credo religioso. Infatti, tuttora, il lavoro, la vita di ogni giorno, le celebrazioni liturgiche e le attività sociali o commerciali si legano alla cultura taliana più diretta, familiare e intima.

È una lingua che rasserena e unisce, e soprattutto uno strumento che diviene simbolo caratteristico di una comunità multietnica, riconosciuta come co-ufficiale in alcune zone della regione meridionale del Brasile, e considerata la seconda lingua più parlata in questa nazione.

 

Il talian e il suo riconoscimento linguistico

In particolare, le prime attività di ricerca e riconoscimento promosse dalla Municipalità di Serafina Corrêa, negli anni ‘90, hanno sensibilizzato i paesi, le provincie e gli stati del Sud tanto da far considerare il talian, insieme ad altre cinque lingue minoritarie, Patrimonio Storico

Culturale Immateriale del Brasile, all’interno dell’Inventario Nazionale di Diversità Linguistica, con il decreto Legge n. 7.387 firmato nel dicembre del 2010 dal presidente del Brasile Ignácio Lula da Silva.

Un risultato straordinario se si considera che, durante la seconda guerra mondiale, il talian fu proibito dalle autorità brasiliane del Governo Vargas, entrate in guerra con gli “alleati”, tanto da modificare la toponomastica, il nome delle istituzioni locali esistenti e discriminando le culture straniere, soprattutto quella italiana. Ad esempio, Nova Trento, fu chiamata Flores da Cunha, e Nova Vicenza, Farroupilha. Ad Antônio Prado esisteva dal tempo dell’immigrazione uno stabilimento aziendale dal nome Società del Mutuo Soccorso Vittorio Emanuele III, che ha dovuto sostituire la denominazione in Sociedade Prandense de Mutuo Socorro. A San Paolo, la designazione della squadra di calcio, fondata da italiani, chiamata all’origine Palestra Italia, ha dovuto cambiare con Palmeiras. Nonostante questa fase di proibizionismo, il talian dei migranti si è preservato, divenendo una lingua “viva”, con un suo accordo ortografico e svariati dizionari, con la quale si scrivono poesie, libri, canzoni, si fa teatro, si ascolta dal vivo alla radio e in televisione, si celebrano le messe e oggi è un idioma da preservare e conservare.

Per quanto riguarda la ricerca delle caratteristiche linguistiche, si è fatto riferimento alle pubblicazioni di Darcy Loss Luzzatto e Honório Tonial, che hanno elaborato ed estratto le regole e i contenuti ortografici, lessicali e morfosintattici che descrivono questa lingua. Il

talian, parlato oggi da più di un milione di persone, si è diffuso e rafforzato grazie alla sua tradizione orale e scritta e si è formato dalla mescolanza di dialetti dell’Italia settentrionale. Infatti, la sua parola traduce le varietà regionali relative alle differenze lessicali e fonetiche, e la sua forma scritta è stata definita e standardizzata da un gruppo di linguisti, tra loro Rovílio Costa, Darcy Loss Luzzatto, Júlio Posenato, Hélio Frison e Sérgio Grando, che si riunirono, nel 1987 a Porto Alegre, con l’obiettivo di stabilire un accordo ortografico per il talian.

Il talian, o veneto-brasiliano, è una koinè neolatina che innesta, in una quasi totalità veneta, termini portoghesi e qualche parola delle varie parlate italiane. È un idioma tuttora vivo e intergenerazionale, utilizzato soprattutto da anziani e adulti, e nella vita quotidiana, privata e professionale, riesce sovente a sostituirsi al portoghese.

Il talian e il progetto didattico

Dopo lo studio sulla grammatica taliana, il lavoro si è sviluppato attraverso la ricerca completata in Brasile tra marzo e settembre 2011, che consisteva nell’elaborazione diretta di interviste sulla situazione socio-culturale-linguistica esistente e sull’interesse per un eventuale corso di lingua taliana, in confronto diretto con le comunità locali, le amministrazioni e le università. La distribuzione di un questionario in alcune comunità locali degli Stati di Rio Grande do Sul, Santa Caterina, Paraná, San Paolo, Espírito Santo, Minas Gerais e Rio de Janeiro, su un campione di persone di nazionalità brasiliana e di origine veneta di età compresa tra i 18 e 85 anni, ha permesso di ricavare dati importanti relativi alla conoscenza linguistica, alle tradizioni culturali e a nuovi modelli e supporti per l’insegnamento.

Da queste elaborazioni, è risultato quanto il talian fosse riconosciuto come lingua madre quasi al pari del portoghese e ritenuto fondamentale nella comunicazione di ogni giorno. Allo stesso tempo, la presenza di cori tradizionali, festival musicali, radio locali, indicano la musica come strumento primo di diffusione e apprendimento di questa lingua. Le musiche tradizionali, se da un lato divengono un filo conduttore culturale tra patria d’origine e immigrante, tra padre e figlio, tra passato e presente, dall’altro, definiscono un tessuto maturo e omogeneo, caratterizzato da una coscienza di identità culturale e linguaggio intergenerazionale condiviso. In questa condizione, la conoscenza dei contenuti musicali o il desiderio di riappropriarsi delle proprie tradizioni, presuppone maggiore intenzionalità e stimolo per chi si avvicina a un percorso didattico, offrendo una risorsa alternativa all’insegnamento tradizionale. Tale peculiarità diviene un importante strumento per la glottodidattica nella progettazione di attività anche di carattere ludico-culturale.

2.2 – Cantando in talian - Imparar el talian cola mùsica

Il libro “Cantando in talian - Imparar el talian cola mùsica”

Partendo da tali presupposti, è risultata necessaria e vincente l’idea di elaborare un prezioso manuale, “Cantando in talian”, strumento efficace e concreto di valorizzazione della parlata tradizionale. Tale supporto per l’insegnamento di questo idioma risulta innovativo e inedito, in cui, a partire dall’ascolto di dieci canzoni scelte anche tra i repertori cantautoriali e contemporanei, propone l’uso della musica come strumento per realizzare attività didattiche. Al fine di raggiungere questo obiettivo, il percorso proposto mira a coprire i livelli A e B della lingua taliana, in modo da risultare quanto più efficace e adatto alle esigenze formative. In particolare, il manuale è composto da 150 pagine suddivise in dieci unità didattiche, in cui sono presentate attività di pre-ascolto, ascolto e post-ascolto. Tale schema permette di analizzare i contenuti fonetici, morfosintattici e lessicali, affianco a un lessico specifico relativo ai macrotemi delle professioni, della famiglia, del turismo, della cucina, dell’abbigliamento, dell’arredamento, dei trasporti e conoscenze generali del mondo.

Il target educativo comprende sia un pubblico adulto, che quello di una scuola primaria e secondaria, in modo tale da rendere questo libro uno strumento di diffusione di ampia utenza intergenerazionale. Infatti, i testi, affiancati da una piacevole impaginazione grafica, assieme a numerose e graziose illustrazioni, risultano stimolanti e invitanti per le diverse fasce di età. Il libro presenta le soluzioni, i testi e le musiche delle canzoni, offrendo un supporto completo, fruibile tanto a livello autodidattico, quanto per lezioni frontali all’interno di un contesto scolastico. Inoltre, si è posta particolare attenzione nel riportare esercitazioni relative all’uso di proverbi, modi di dire, giochi quali la mora e la briscola, ricette culinarie che riportano all’identità comune veneta. Al termine di ogni modulo, sono state inserite letture ricavate dai testi di riferimento della cultura taliana, che descrivono alcune situazioni collettive e particolari

della vita quotidiana dell’emigrante. Si è fatto riferimento a letture tratte da “Far la stória” di Geraldo Sostizzo e “Na sbranca de stórie e frotole” di Honório Tonial.

Infine, a supporto di questo progetto formativo, con il proposito di renderlo più efficace e stimolante nella sua ricezione, verranno affiancati alcuni moduli didattici su tematiche relative al contesto storico e culturale che lega indissolubilmente il mondo veneto e quello del talian.

Si affronteranno aspetti di interesse primario che possano coinvolgere gli alunni a livello promozionale e di conoscenza, presentando il contesto socio-culturale e territoriale della Regione Veneto attraverso focus descrittivi e esplicativi specifici.

Il progetto, quindi, ha lo scopo di colmare un bisogno e una richiesta pratica di materiale strutturato per la didattica del talian, al fine di salvaguardare il relativo patrimonio linguistico e culturale che rischia di scomparire per mancanza di strumenti idonei alla sua conservazione.

Cantando in talian rappresenta, pertanto, un testo di referenza per l’insegnamento, che integra il materiale esistente, proponendosi come un’opportunità di ricreare la coscienza e l’orgoglio di vivere il talian, che rendono vivo e indissolubile il legame con la terra, lo spirito e

l’identità delle proprie origini.

 

2.3 Gli obiettivi e lo sviluppo del progetto

La necessità di pianificare un progetto di valorizzazione delle tradizioni socio-culturali e linguistiche del talian, ha mirato a rispondere ai seguenti obiettivi:

- recupero della memoria storica dell’immigrazione

- riconoscimento del lascito economico e socio-culturale dell’immigrazione

- promozione e valorizzazione della cultura del patrimonio culturale taliano

- recupero linguistico e culturale della lingua taliana

- studio e ricerca storica, grammaticale e sintattica del talian

- proposte di didattica e materiale didattico per lo studio del talian

- promozione di progetti di interscambio Italia-Brasile

Per affrontare in modo quanto più coerente e specifico, la ricerca ha affrontato gli aspetti storici, socio-culturali dell’immigrazione in Brasile e gli aspetti sintattico-grammaticali del

talian, concentrandosi infine nella produzione di un percorso didattico-formativo su questo

idioma oriundo. Nello specifico lo studio si è sviluppato secondo i seguenti punti:

1. L’immigrazione italiana in Brasile

1.1 Fatti storici prima della partenza

1.2 Il viaggio verso la “Merica”

1.3 Cifre dell’immigrazione

1.4 L’insediamento degli immigrati in Brasile

1.5 I valori delle nuove comunità e della patria d’origine

2. La lingua dell’immigrazione

2.1 La situazione linguistica nelle prime comunità

2.2 Lingua e identità

2.3 Lo sviluppo del talian a partire dai dialetti degli immigrati

2.4 La lingua e la dittatura in Brasile

2.5 Processi di valorizzazione linguistica e la legislazione in Brasile

3. Il talian

3.1 La lingua parlata e l’ortografia

3.2 La scrittura e la fonetica

3.3 Gli accenti

3.4 I prestiti linguistici

3.5 La tradizione e orale e la divulgazione

3.6 La produzione linguistica-letteraria e gli studi critici

4. Il talian e la didattica

4.1 Lingua e didattica

4.2 La ricerca in loco

4.2.1 Il questionario e il campione rappresentativo

4.2.2 La tabulazione

4.2.3 Considerazioni generali ed elaborazione dei dati

4.2.4 Profili rappresentativi dei campioni analizzati

4.3 “Cantando in talian”

4.3.1 Il ruolo della musica nella didattica

4.3.2 La selezione delle musiche per la didattica

4.3.3 Le attività didattiche: abilità e obiettivi

4.3.4 Proposte per il futuro

5. Attività didattiche

 

“Cantando in talian - Imparar el talian cola mùsica”

Con questo schema lo studio si è concentrato su attività di ricerca sviluppate in un primo momento dall’Italia e poi in Brasile, in particolare negli stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná, Rio de Janeiro e San Paolo, secondo il seguente cronoprogramma:

010 Raccolta materiale bibliografico e archivistico

011Corsi e interventi formativo-didattici presso l’università di Rio de Janeiro e londrina (Paraná), le comunità locali come Cotiporã e Erechim (Rio Grande do Sul) e Concórdia (Santa Catarina).

Incontri, interviste, diffusione e raccolta questionari presso le principali comunità locali di immigrazione italiana negli stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná, Rio de Janeiro e San Paolo Raccolta e selezione materiale musicale tradizionale e contemporaneo

012 201 Stesura del libro “Cantando in talian - Imparar el talian cola mùsica” su supporto cartaceo e CD-Rom

Presentazione del progetto culturale e pubblicazione del libro “Cantando in talian - Imparar el talian cola mùsica” presso l’Università Ca’ Foscari (Venezia)

Conferenze e incontri di sensibilizzazione sul tema dell’immigrazione

Presentazione di cicli incorsi formativo-didattici in Italia e Brasile

3. Conclusioni

Le nuove prospettive politico-legislative e culturali che interessano in particolare gli Stati meridionali del Brasile confermano una sincera aspirazione nell’appropriazione delle origini e dell’uso della lingua mediante progetti orientati.

Il processo di valorizzazione e conservazione delle tradizioni storico-culturali è stimolato anche dal desiderio condiviso nelle comunità locali di mantenere viva la lingua e gli usi dei discendenti veneti.

Tale condizione ha facilitato lo studio proposto e le esperienze professionali svolte direttamente sul campo, che hanno consentito di osservare e stimolare le caratteristiche del tessuto culturale e sociale in cui il talian sopravvive e si esprime.

L’insegnamento del talian, quindi, diventa una strategia per dare dignità a una lingua d’immigrazione, che tuttora mantiene una propria autonomia a livello territoriale, sociale e culturale. L’agire tempestivamente nelle realtà culturali del Sud del Brasile diviene un’operazione utile e responsabile, ponendo particolare attenzione all’eredità intergenerazionale che si manifesta ancora oggi con partecipazione ed entusiasmo, prima che questo lascito sia completamente perso e assorbito dall’inevitabile processo di integrazione culturale.

 

 

 

 

 

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